Dott.ssa Marzia Calvanelli

La grande fabbrica delle parole

Oggi vorrei parlare di un libro che, per certi versi, è una poesia e che ci insegna il valore delle parole: La grande fabbrica delle parole.
È un libro per bambini ma, come spesso accade con la letteratura per l'infanzia, diventa fonte di apprendimento e riflessione anche per l'adulto.
Nel paese in cui è ambientata la storia le parole non sono alla portata di tutti, perché si devono comprare. Ci sono parole che costano molto e altre che vengono scartate e possono quindi essere raccolte e "pronunciate" anche dai più poveri.
Se non puoi comprare la parola che ti serve, puoi solo conservarla dentro il tuo cuore.
Ed è quello che fa Philéas, che vorrebbe confessare il suo amore alla piccola Cybelle, usando le parole "giuste", ma non le possiede ed è costretto ad accontentarsi di alcune parole, catturate a caso, ma conservate gelosamente per l'occasione giusta, come qualcosa di incredibilmente prezioso.
Ma nell'incontro con Cybelle accade qualcosa di straordinario; il piccolo Philéas non porta con sé solo le parole che ha serbato per Cybelle, ma anche quelle che conserva nel suo cuore, le parole d'amore per lei.
La forza di quelle parole non pronunciate si trasmette attraverso Philéas, nel suo essere lì, in quel momento, con i suoi sentimenti., cosicchè anche le parole che pronuncia diventano "come gemme preziose".
E la forza di questi sentimenti arriva a Cybelle che, come risposta, gli posa delicatamente un bacio sul naso.
E allora forse quello che conta di più è l'intenzione, non la parola.
Philéas riesce a trasmettere il suo amore perché tutto il suo essere è mosso da questo sentimento, che trasuda dai suoi gesti e dal suo sguardo.
Noi spesso dimentichiamo il potere del nostro corpo di comunicare, al di là delle parole.
È un'antica sapienza, che abbiamo coltivato e curato nella relazione con gli altri fin dai primi momenti di vita e che ci ha guidato, il più delle volte inconsapevolmente, nelle esperienze della nostra vita.
E quella sapienza è sempre lì, silenziosa e allo stesso tempo "parlante" in un modo tutto suo, a volte persino sconosciuto, ma pur sempre potente, perché espressione dell'intenzione del cuore.

PS: desidero ringraziare Silvia, Matilde e Francesco che hanno donato questo libro a mio figlio Federico.